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L'Istituto Statale d'Arte "P. Petrocchi"

La nostra scuola
Nel 1919  il pittore Fabio Casanova  fondò a Pistoia la scuola d'Arte, subito s'iscrissero ai corsi numerosi alunni, fra cui i giovanissimi, Agenore Fabbri, Umberto Mariotti, Altiero Cappellini, Pietro Bu-giani, Alberigo Lenzi, Jorio Vivarelli. Agenore Fabbri se n'andò ad Albisola per lavorare nelle ceramiche acquisendo grande fama come scultore. Gli altri, oltre ad essere artisti, furono dopo la guerra, gli artefici della ricostruzione della scuola. A quest'avventura, con Mariotti direttore coadiuvato da Bugiani e Cappellini, si unì Vasco Melani formando così il nucleo rifondatore, la cui opera, molte volte faticosa, prestata talvolta gratuitamente, tentò di rispondere alle richieste del territorio e del "Nuovo" che avanzava.

Quest'ultimo fu il motivo che richiese la nomina, alla guida della scuola, di una persona che conoscesse bene le realtà economiche della provincia, i processi di produzione artigianali e industriali, affinchè le scelte didattico - metodologiche operate, trovassero maggiore rispondenza, alla domanda di una società in pieno BOOM economico e sociale.

Con a capo il nuovo direttore architetto Giovanni Battista Bassi, furono gettati i semi per una nuova impostazione della didattica in quel "Terreno Fertile", i cui germogli furono favoriti dal "Clima" che quei docenti prima, avevano creato e che ancora oggi, a distanza di più di mezzo secolo, contraddistingue questa scuola dalle altre. Ed è' proprio di questo particolare "clima" in cui si svolgevano e si svolgono tutt’oggi le lezioni che molti ex alunni parlano volentieri!. A questo proposito, vorrei citare una parte dell'articolo apparso su LA NAZIONE ITALIANA del 30 giugno 1951 a firma A.T. (Rif. archivio storico I.S.A. "P Petrocchi" - Cart.107 Rass. St 1945 1952) : "C'è una scuola nella nostra città che vive nel più piccolo angolino della organizzazione della vita scolastica, l'istituzione più bella di tutte e la più viva: la scuola d'arte.                                                                                                    

Con a capo il nuovo direttore architetto Giovanni Battista Bassi, furono gettati i semi per una nuova impostazione della didattica in quel "Terreno Fertile", i cui germogli furono favoriti dal "Clima" che quei docenti prima, avevano creato e che ancora oggi, a distanza di più di mezzo secolo, contraddistingue questa scuola dalle altre. Ed è' proprio di questo particolare "clima" in cui si svolgevano e si svolgono tutt’oggi le lezioni che molti ex alunni parlano volentieri!. A questo proposito, vorrei citare una parte dell'articolo apparso su LA NAZIONE ITALIANA del 30 giugno 1951 a firma A.T. (Rif. archivio storico I.S.A. "P Petrocchi" - Cart.107 Rass. St 1945 1952) : "C'è una scuola nella nostra città che vive nel più piccolo angolino della organizzazione della vita scolastica, l'istituzione più bella di tutte e la più viva: la scuola d'arte. L'ho conosciuta adesso, da grande, incidentalmente parlando con qualcuno, e mi è dispiaciuto non averla scoperta prima, tanto piccola e umile è la fama di cui gode, tanto sembra essere poco apprezzata da coloro che potrebbero aiutarla ad ottenere il valore che si merita. Ho frequentato in questi ultimi tempi questa scuola dove non c'è niente che sappia di casellario, di disciplina forzata, di noia e di malinconia: ne ho respirato l'aura rasse-renatrice e ho potuto ammirare l'intuizione l'intelligenza e anche la bontà di quei pochi insegnanti che giorno per giorno la tengono in vita fra gli sforzi le lotte, i sacrifìci di chi crede ancora nel potere educativo dell'arte di contro ad una indifferenza che potrei chiamare incosciente se si pensa che siamo in una terra ricca di tradizioni artistiche ed industrie locali conosciutissime." E ancora l'articolo sul GIORNALE DEL MATTINO del 30 maggio 1955 del Prof. Gian Carlo Savino (Rif. archivio storico I.S.A. "P. Petrocchi" - Cart.107 Rass. St 1955 1956): "Ho visitato la Scuola d'Arte "'Policarpo Petrocchi" : una esperienza, questa che merita d'esser ripetuta. Mi ha ricevuto il direttore, prof. Giovanni Bassi, col quale mi sono intrattenuto nelle aule ed ho esaminato gran varietà di lavori .

Entrando in un’aula ci si accorge di qualcosa di diverso dalle altre scuole che siamo abituati a conoscere.

 

Questi articoli sono degli anni ’50, tuttavia anche oggi  l’effetto che la scuola d’arte produce in chi la visita è sempre lo stesso: meraviglia, stupore ed entusiasmo, una scuola dove si trova il terreno favorevole per crescere, studiare, formarsi come cittadini, imboccare la strada della professione e nei migliori casi eccellere nel campo dell'arte o delle arti.

 

 Gli scolari non siedono allineati nei banchi, ma si accomodano su una tavola, su un panchetto, magari in piedi, stando di fronte l'un l'altro, accanto, o addirittura di spalle. Ognuno attende al proprio lavoro come meglio crede, in un silenzio rotto soltanto dal cader di qualche squadra, o dalle parole del maestro che gira fra quel disordine di tavoli e di sedie, impartendo suggerimenti e consigli, correggendo ed encomiando, sempre con attenzione, con interesse, con amore.

Sin dai tempi della fondazione, la scuola non è mai rimasta bloccata su schemi vecchi e logori, ma ha subito opportune trasformazioni nel tempo, anche traumatiche, sia di ordinamento ministeriale sia di adeguamento della didattica, pertanto da un insegnamento di tipo addestrativo siamo passati a una didattica di tipo licealizzante in cui la manualità è divenuta un mezzo di conoscenza, ciò nonostante, Presidi e Docenti forti dell'alta professionalità, radicata nella memoria storica della scuola, hanno saputo rispondere in passato e risponderanno in futuro, alle richieste, che le giovani generazioni e la società avanzeranno al mondo della formazione. Così la didattica della progettazione, da sempre, spina dorsale dell'Istituto, è stata orientata su scelte, sia nello specifico sia in generale, verso obiettivi di gran respiro, dettati dal vissuto del presente. La contaminazione dei diversi linguaggi espressivi, delle diverse culture, l'apertura all'accoglienza dell'altro, attraverso la conoscenza prima e la elaborazione di modelli poi, hanno costituito uno strumento, una metodologia esportabile a disposizione dei giovani per organizzare prima, rendere concreto e realizzare dopo, il proprio pensiero, le proprie aspirazioni. La scuola da qualche tempo collabora a progetti con musei, enti pubblici, imprese e soggetti privati, per creare percorsi formativi, per far sì che l'allievo diventi protagonista e artefice principale della propria formazione. Questo è accaduto fin dagli anni della la fondazione della scuola ai giorni nostri è opportuno qui ricordare gli allievi che poi avrebbero intrapreso il cammino nel meraviglioso mondo dell'arte: Pietro Bugiani, Renzo Agostini, Umberto Mariotti, Alfìero Cappellini, Aldo Frosini, Sigfrido Bartolini, Mirando Jaco-melli, Roberto Giovannelli, Giorgio Ulivi, Giancarlo Zamponi, Paolo Tesi, Franco Bovani, Massimo Biagi, Edoardo Salvi, Marcello Lucarelli pittori, Alberigo Lenzi intagliatore, Agenore Fabbri, Jorio Vivarel-

li e Valerio Gelli scultori, Giovanni Carini e Sergio Cammilli design, Alfio Del Serra, Giuseppe Gavazzi, Banci Lamberto e Sandra Freschi restauratori, Stelio Rossi architetto, Rodolfo Baldini attore, Franco Pupillo, Sandro Scuffi pubblicitari e infine Enrico Coveri lo stilista di fama internazionale, che con le sue creazioni, ha portato nel mondo lo stile Made in Italy.

 
 

 

Istituto Statale d'Arte
"Policarpo Petrocchi"
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